MONUMENTI E MUSEI DI FIRENZE


         Galleria degli Uffizi

            

La Galleria degli Uffizi è una delle più famose e importanti pinacoteche al mondo, con un'incomparabile collezione di arte rinascimentale fiorentina e non solo,comprendente tra l'altro la maggiore collezione di dipinti del Botticelli, ed è divisa in varie sale allestite per scuole e stili in ordine cronologico. Nata dalle raccolte artistiche accumulate nei secoli dai Medici, ha anche una notevole collezione di sculture antiche ed espone tra le innumerevoli, le opere di Giotto, Cimabue, Botticelli, Leonardo da Vinci, Donatello, Michelangelo, Raffaello, Tiziano, Caravaggio, Bernini, Beato Angelico, Rembrandt, Peter Paul Rubens, Francisco Goya, Tintoretto, Paolo Uccello, Chardin, Piero della Francesca, Masaccio, Giorgio Vasari, Correggio, Canaletto, El Greco, Durer, Lucas Cranach, Antonello da Messina, Mantegna, Simone Martini e moltissimi altri.


       Palazzo Vecchio

            

Palazzo Vecchio ha rappresentato il cuore politico di Firenze per circa due secoli, prima di diventare residenza del Duca Cosimo I de' Medici; la sua storia si riflette nella straordinaria decorazione degli ambienti interni e nelle collezioni artistiche. Ospita in numerose sale, opere di Leonardo da Vinci, Michelangelo, Donatello, Baccio Bandinelli, Bronzino, Giambologna, Giorgio Vasari, Ammannati, Francesco Salviati, Pontormo e molti altri grandi artisti.


       Corridoio Vasariano

            

Il Corridoio Vasariano è un percorso sopraelevato che a Firenze collega Palazzo Vecchio con Palazzo Pitti passando per la Galleria degli Uffizi e sopra il Ponte Vecchio; fu costruito per il passaggio sopraelevato del Granduca Cosimo I.


       Galleria dell'Accademia

            

La Galleria dell'Accademia è famosa nel mondo per la collezione di statue di Michelangelo Buonarroti, tra le quali il magnifico David. Ha inoltre una notevole collezione di "primitivi" (pittori su fondo oro dal XIII al XV secolo) e di icone russe, oltre che ad opere del Bronzino, Botticelli, Perugino, Ghirlandaio, Paolo Uccello, Giambologna, Pontormo, Lorenzo Monaco, Lorenzo Bartolini e molti altri.


       Palazzo Pitti

            

La reggia fiorentina è il più ampio complesso monumentale della città comprendente otto musei, visitabili con due biglietti cumulativi.


       Galleria Palatina

            

Situata in alcuni fra i più bei saloni del Palazzo, è superba collezione di dipinti è centrata sul periodo del tardo Rinascimento e il barocco, ed espone le opere di Sandro Botticelli, Caravaggio, Filippo Lippi, Gentileschi, Rubens, Raffaello, Tiziano, Antonio Canova, Pontormo, Rosso Fiorentino, Veronese, Ammannati e molti altri.


       Appartamenti Monumentali

            

Un insieme di 14 stanze è stato usato dalla famiglia Medici e dai loro successori durante i secoli nei quali qui risiedeva il Granduca della Toscana, decorate da artisti come Giusto Suttermans, Giovan Battista Foggini, Ignazio Pellegrini. Le più notevoli sono la Sala Bianca, la Sala di Bona, Sala dei Pappagalli, Toilette della Regina, la Sala Celeste, la Sala del Trono, la Sala Verde e la Sala delle nicchie.


       Galleria di Arte Moderna

            

Questa vasta collezione offre un panorama italiano completo del periodo artistico dalla fine del Settecento (epoca neoclassica) ai primi decenni del Novecento, ed ospita opere tra gli altri di Antonio Canova, Francesco Hayez, Giovanni Duprè, Giovanni Fattori, Telemaco Signorini, Silvestro Lega, Giovanni Boldini, oltre che alle opere dei macchiaioli e dei Futuristi come Giacomo Balla e Filippo Marinetti.


       Museo degli Argenti

            

Chiamato anche come il Tesoro dei Medici, il museo contiene una vasta collezione di pezzi inestimabili di oreficeria, argenteria, cammei, cristalli, opere in avorio e in pietre dure, ospitate in sale divinamente affrescate.


       Galleria del Costume

            

Contiene una collezione che arriva a più di 6000 manufatti, fra abiti antichi, accessori, costumi teatrali e cinematografici di grande rilevanza documentaria. È anche l'unico museo italiano a tracciare una storia dettagliata delle mode che si sono susseguite, grazie anche alla presenza di numerosi esemplari prestigiosi di stilisti italiani e stranieri come Valentino, Giorgio Armani, Gianni Versace, Yves Saint Laurent, ed altri.


       Museo delle Porcellane

            

Situato nella parte più alta del Giardino di Boboli, nell'edifico denominato casino del Cavaliere dal 1973 ha sede il Museo delle Porcellane che raccoglie i pezzi pregiati risalenti al XVII secolo in poi, rimasti a Palazzo Pitti lasciati dalle dinastie che negli anni vi hanno abitato.

Esistono 3 grandi sale a cui di accede dal portone di ingresso. Nella sala 1, l'antica sala da ballo risiedono porcellane, busti, lampadari italiane e francesi la maggior parte posseduti un tempo dai Lorena e dai Savoia.

Nella sala 2 spicca la collezione delle porcellane pervenute da Vienna, considerata la collezione più importante fuori dalla città austriaca, che raggiunsero Palazzo Pitti per mezzo dei Granduchi Lorenesi e molti raccolti da Ferdinando III durante il suo esilio a Vienna.

La sala 3 è prevalentemente dedicata a Meissen, la manifattura della corte di Sassonia che per prima in Europa produsse porcellanedure. Molti dei pezzi presenti provengono dalla collezione di Maria Luisa d'Austria.

Una curiosità del museo è data dalla presenza di alcune tazzine della Fabbrica Ginori dell'Ottocento che riproducono il Duomo prima del rifacimento della facciata, Piazza Signoria, e lo stesso Palazzo Pitti, con i rondò terminati alla metà del secolo dall'architetto fiorentino Pasquale Poccianti.

Particolarmente originali poi, la zuccheriera a forma di tartaruga e la teiera a forma di gallina in porcellana di Meissen, appartenute alla collezione dell'ultimo dei Medici Gian Gastone; fu lui il primo a coltivare la passione per la porcellana trasmessa dalla moglie Maria Amalia di Sassonia, figlia del Grande Elettore che a Meissen aveva fondato la prima fabbrica di porcellana destinata a diffondere la moda in Europa.

Da lunedì a domenica

Ore 8,15 – 16,30 nei mesi di novembre, dicembre, gennaio, febbraio

Ore 8,15 – 17,30 nel mese di marzo

Ore 8,15 – 18,30 nei mesi di aprile, maggio, settembre e ottobre

Ore 8,15 – 17,30 nel mese di Ottobre in coincidenza con il cambio da ora legale a ora solare

Ore 8,15 – 19,30 nei mesi di giugno, luglio, agosto

L'ultimo ingresso è sempre un'ora prima della chiusura.

Chiusura:primo e ultimo lunedì del mese, Capodanno, 1° maggio, Natale. 

Prezzo / Price:  6 €

 


       Museo delle Carrozze

            

Il Museo delle Carrozze di Firenze presenta una ricca esposizione di esemplari che erano utilizzati tra il Settecento e l’Ottocento nelle corti lorenese e sabauda. Oltre alle carrozze, ampio spazio espositivo è dedicato ai ricchi e coreografici finimenti che venivano fatti indossare ai cavalli. La carrozza più antica presente nel museo è un coupé del 700.

Tra i pezzi più pregiati una berlina di gala di Ferdinando II (tra cui la meravigliosa ‘Carrozza d’oro’), carrozze usate dai Savoia e tre stupende opere commissionate da Ferdinando III di Lorena. Non solo carrozze però, ma anche diversi mezzi locomozione utilizzati in eventi particolari, come nozze, parate o anche eventi funebri. Il Museo delle Carrozze è ospitato nel rondò di Porta Romana, in piazza Pitti, ma presto dovrebbe essere trasferito nel Rondò di Bacco, presso le ex-scuderie reali.


       Giardino di Boboli

            

Connesso anche al Forte di Belvedere, il giardino, che accoglie ogni anno oltre 800.000 visitatori, è uno dei più importanti esempi di giardino all'italiana al mondo ed è un vero e proprio museo all'aperto, per l'impostazione architettonico-paesaggistica e per la collezione di sculture, che vanno dalle antichità romane al XIX secolo.  Giardino di BoboliNotevole è l'importanza che nel giardino assumono le statue e gli edifici, come la settecentesca Kaffeehaus (raro esempio di gusto rococò), che permette di godere del panorama sulla città, o la Limonaia.


       Museo Nazionale del Bargello

            

Il Museo Nazionale del Bargello conserva la più importante collezione di statue della città, con capolavori del Rinascimento di Michelangelo, Donatello (come il David di Donatello), Benvenuto Cellini, Verrocchio, il Giambologna, Ammannati, Lorenzo Ghiberti, Michelozzo, Luca della Robbia e Brunelleschi. Conserva inoltre straordinarie collezioni di arte applicata, dai gioielli alle armi, dalle ceramiche agli avori.


       Museo Nazionale di San Marco

            

Nell'antico convento di San Marco il museo conserva la migliore raccolta al mondo di opere del Beato Angelico, che qui visse e lavorò. Vi sono esposte inoltre altre opere di arte sacra rinascimentale e il lapidario della zona del Mercato Vecchio, distrutta vesro il 1895 per far posto a piazza della Repubblica.


       Cappelle Medicee in San Lorenzo

            

Le Cappelle medicee sono il luogo di sepoltura della dinastia dei Medici fin dal XV secolo. Tra gli straordinari ambienti visitabili ci sono la Sagrestia Nuova di Michelangelo e la monumentale Cappella dei Principi. Contiene opere del Buontalenti e tra gli altri vi sono le tombe di Lorenzo il Magnifico e Donatello.


       Museo dell'Opificio delle Pietre Dure

            

L'Opificio delle Pietre Dure ha sede a Firenze ed è uno dei vanti della città toscana e del nostro paese a livello mondiale. La sua attività è diretta al restauro delle opere d'arte e alla ricerca scientifica in tale campo.


       Museo di Storia Naturale

            

Nella cornice storica del Palazzo Nonfinito ha sede il Museo Nazionale di Antropologia ed Etnologia. L'edificio, di origine cinquecentesca, fu progettato da Bernardo Buontalenti. Il Museo, primo nel suo genere in Europa, venne fondato nel 1869 dall'antropologo Paolo Mantegazza nell'intento di raccogliere e documentare le culture e le popolazioni del mondo. Il percorso museale si snoda lungo le trenta sale poste al secondo piano del Palazzo.

Il Museo è allestito secondo un criterio geografico e cronologico. Vi troviamo la sezione dedicata all'Africa, all'Asia, all'Oceania, Indonesia, America che accolgono utensili e oggetti di uso quotidiano; gli strumenti per la caccia e la pesca; armi e abiti in diversi tessuti raccolti da scienziati come il Beccari o il Biondi tra 1872 e il 1900.

Nelle vetrine, originali ottocentesche, sono esposti i gioielli e gli abiti usati per riti religiosi e magici. Nella sezione dedicata all'Oceania i Boomerang australiani e i reperti raccolti da Cook tra i 1776 e il 1779. Dalla Polinesia le vele e le imbarcazioni primordiali.

I resti umani provenienti da popoli che praticavano l'antropofagia. Una sezione a parte è dedicata allo studio dei caratteri somatici dei popoli del mondo: raccoglie numerosi crani e frammenti ossei provenienti da diversi paesi. Il Museo è dotato di una ricca biblioteca a disposizione di ricercatori e studiosi del settore.

Il Museo Nazionale di Antropologia e Etnologia è situato al pian terreno ed al piano primo del Palazzo Nonfinito nel centro storico di Firenze.

Il museo è stato istituito nel 1869 da Paolo Mantegazza (il primo in Italia), successivamente arricchito da Aldobrandino Mochi e da Nello Puccioni.

All'interno delle sale vengono conservate ampie documentazioni degli usi e dei costumi dei popoli che hanno vissuto sulla terra, nonchè varie collezioni riguardanti le razze umane.

Il Museo di Antropologia e Etnologia può essere considerato una sezione del Museo di Storia Naturale dell'Università di Firenze.


       Museo di Storia della Scienza

            

La visita al museo della Storia della Scienza di Firenze si snoda attraverso gli ambienti dedicati alle mostre temporanee, in virtù dell’attuale stato di riallestimento delle sale ai piani primo e secondo. È presente una significativa selezione delle collezioni di antichi strumenti scientifici appartenuti alle dinastie Medici e Lorena, le due famiglie che regnarono su Firenze e buona parte della Toscana per circa tre secoli. Nella sezione dedicata alla collezione medicea sono esposti oggetti di pregevole raffinatezza eseguiti dai più illustri artigiani, scienziati toscani, italiani e stranieri: vengono esposti alcuni antichi astrolabi, quadranti, orologi solari, notturnali, compassi, bussole e strumenti nautici. Vi si trovano anche alcuni termometri e apparati sperimentali dell’Accademia del Cimento, antichi cannocchiali e apparecchi per lo studio dell’ottica.

Protagonisti della sezione lorenese sono gli apparati elettrostatici, pensati già al tempo, più per meravigliare che per ricerca scientifica pura e semplice, altri poi di fisica e di meccanica, testimonianza dell’innovativa concezione “illuminata” di Pietro Leopoldo che cercò di diffondere la cultura scientifica nella Toscana granducale. Sono presenti anche preziosi orologi meccanici, in parte appartenenti alla collezione Ruscitti.

La mostra vuole inoltre essere un’anteprima del futuro “Museo Galileo”, che sarà inaugurato nel gennaio 2010, attraverso alcuni pannelli descrittivi e ricostruzioni virtuali. La visita al museo si conclude al piano terreno dove fanno bella mostra di sé i grandi telescopi, un tempo alla Specola, e con alcuni pannelli descrittivi del passaggio di testimone dell’astronomia dalla Specola all’Osservatorio Astrofisico di Arcetri.

 


       Museo Archeologico Nazionale

            

Situato in un palazzo seicentesco utilizzato come residenza della principessa Maria Maddalena de' Medici in piazza SS Annunziata, è composto dalla sezione etrusca, la sezione romana, la sezione greca, e il Museo Egizio il più importante d'Italia dopo quello di Torino.

Il museo raccoglie il meglio degli scavi di tutta la Toscana, con importantissimi reperti etruschi e romani, ma anche raccolte relative ad altre civiltà, come un'importante sezione egizia e una di vasi greci trovati spesso in tombe etrusche, a testimonianza dei numerosi scambi commerciali nel Mediterraneo.

Fu inaugurato alla presenza del re Vittorio Emanuele II nel 1870 nei locali del Cenacolo di Fuligno in via Faenza e comprendeva solo i reperti etruschi e romani. Presto con l'aumento delle collezioni si rese necessaria un'altra collocazione e dal 1880 fu trasferito nell'odierna sede. All'origine delle collezioni ci sono le raccolte medicee e lorenesi, trasferite a più riprese dagli Uffizi fino al 1890 (tranne la statuaria in marmo che ancora lì si trova). La sezione egizia invece fu costituita nella prima metà dell'Ottocento sia attraverso acquisizioni di Pietro Leopoldo di Toscana, sia attraverso una spedizione promossa dallo stesso granduca nel 1828-29 dal toscano Ippolito Rosellini insieme al francese François Champollion, colui che decifrò i geroglifici. Nel 1887 fu inaugurato anche un museo topografico sulla civiltà etrusca, ma andò distrutto durante l'alluvione del 1966.

Nel 2006 in occasione del quarantennale dell'alluvione si è finalmente concluso il ripristino delle sale al primo piano e riportato l'ingresso sulla Piazza (era stato fino ad allora in Via della Colonna). I saloni vicino all'ingresso sono stati destinate alle esposizioni temporanee e si è iniziato un riallestimento generale delle collezioni, che ha già dato i suoi frutti nella sezione greca al primo e al secondo piano. Si è scelto di sfoltire le sale, dando un maggior respiro ai capolavori, resi fruibili con più suggestione grazie ad uno studiato sistema di illuminazione che crea zone di luce e di ombra.

Gradualmente si è dato il via anche all'ammodernamento della sezione etrusca e delle sale vicine al vecchio ingresso e prospicienti al giardino. Nei depositi restano comunque più di centomila oggetti di valore, per i quali sarà difficile trovare un posto nel percorso espositivo.

Un altro punto debole che si riscontra a Firenze è la generale messa in secondo piano dell'archeologia da parte del sentire cittadino, forse più legato al passato medievale e rinascimentale.


       Museo dell'Opera del Duomo

            

È nato dalla raccolta di opere provenienti dal complesso di piazza del Duomo ed è stato riordinato e ammodernato nei locali negli anni '90. Conserva capolavori di Michelangelo come la Pietà (dove qui scolpì il David), Donatello, Luca della Robbia, Lorenzo Ghiberti, Andrea Pisano, Nanni di Banco e molti altri.


       Palazzo Corsini

            

E' situato proprio nel cuore di Firenze, sull’omonimo lungarno.

Il palazzo apparteneva dapprima alla famiglia Ardinghelli, poi passò ai Medici che nel 1649 decisero di venderlo a Maria Maddalena Macchiavelli, moglie del marchese Filippo Corsini.

La costruzione di Palazzo Corsini durò circa cinquant’anni, senza alcuna interruzione, e la sua decorazione (1692-1700), coincide con uno dei momenti più importanti della pittura fiorentina.

Il palazzo si presenta in stile tardo barocco, con tetti dove ci sono statue e vasi in terracotta e la bellissima corte principale, che si apre ad “U” verso il lungarno.

Nel 1883, però, il palazzo venne venduto allo Stato comprensivo della collezione privata del cardinale Neri Maria Corsini. Solo di recente, all’interno dello stesso palazzo è stata aperta la Galleria Nazionale d’Arte di Palazzo Corsini, dov’è possibile ammirare la meravigliosa collezione di dipinti risalenti al XIV e XVIII secolo, oltre che sculture, bronzetti e mobili del settecento.


       Chiesa di San Miniato al Monte

            

E' uno dei più raffinati esempi dell'architettura Romanesca toscana, costruita fra l'11° e il 13° secolo. La tipica facciata in marmo verde e bianco è decorata con fini arcate e ha un mosaico del 12° secolo di Cristo fra Madonna e San Miniato. All'interno, l'altare preserva le ossa di San Miniato. Il presbiterio rialzato è di grande bellezza con il suo pulpito ed il suo coro con le poltrone di legno intarsiato. Gli affreschi della Sagrestia, con le 16 storie della leggenda di San Benedetto, sono di Spinello Aretino. La Cappella di San Giacomo, Cardinale del Portogallo, è decorata con 5 splendidi tondi di Luca della Robbia. La Cappella del Crocifisso fu progettata dal Michelozzo e decorata da Luca della Robbia. Alla destra della Chiesa c'è il Palazzo del Vescovo, antica residenza estiva dei Vescovi di Firenze, che poi divenne Convento, Ospedale e Casa dei Gesuiti. Dai suoi gradini si può godere di una splendida vista della cittadina dal colore ocra. La Chiesa è lo sfondo del thriller di Brian de Palma "Obsession" (1976), con Geneviève Bujold and Cliff Robertson.

 

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