TEATRI DI FIRENZE

 

Il Teatro delle Donne di Firenze - Centro Nazionale di Drammaturgia

[presso Il Teatro Manzoni – via Mascagni, 18 – 50041 Calenzano (Firenze)]

Associazione culturale che opera dal 1991 con lo scopo di promuovere e sviluppare il teatro-donna in ogni sua espressione; un intervento particolarmente significativo e qualificato è stato portato avanti in questi anni nell'ambito dalla drammaturgia contemporanea.

Dell'associazione fanno parte autrici, registe, attrici, scenografe, organizzatrici e direttrici di teatro.

Il Centro Nazionale di Drammaturgia delle Donne è una struttura unica in Italia e si aspetta un riconoscimento specifico dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali.

Il Centro Nazionale di Drammaturgia delle Donne ha fatto alcuni passi anche per quanto riguarda la produzione e la diffusione di spettacoli di drammaturgia contemporanea, oltre agli spettacoli, letture e mises en espace che presentiamo ad ogni edizione di "Autrici a Confronto" ogni anno diamo vita anche ad una o due produzioni di autrici contemporanee.

Recapiti:
Tel 055.8876581 - Fax 055.8877213. Mail: teatro.donne[@]libero[.]it .
Per approfondimenti e informazioni specifiche sulla programmazione 2010-2011 degli spettacoli e degli eventi al Teatro Delle Donne di Calenzano (Firenze) visitate il link ufficiale del Teatro:
http://www.teatrodelledonne.com/

 

Teatro della Pergola di Firenze 

(Via della Pergola, 18/32 - 50100 - Firenze). Biglietteria di prevendita (via della Pergola 24, tel. 055/2264353 - 364)

STORIA

Il teatro fu eretto con una struttura lignea nel 1656 da Ferdinando Tacca (figlio dello scultore Pietro Tacca) su incarico dell'Accademia degli Immobili, presieduta dal cardinale Giovan Carlo de' Medici, e fu inaugurato durante il carnevale del 1657 con l'opera buffa Il Podestà di Colognole di Giovanni Andrea Moniglia. I lavori furono ultimati nel 1661 quando il teatro celebrò le nozze del futuro granduca Cosimo III con lo spettacolo Ercole in Tebe di Giovanni Antonio Boretti.

Fu il primo teatro ad ordini di palchi sovrapposti, mentre fino ad allora (come al Teatro Olimpico di Vicenza) si era sempre seguita la tradizione antica delle gradinate decrescenti semicircolari. Si sperimentò per la prima volta anche la forma ovale, di maggior resa acustica. Il teatro era in struttura lignea e dotato di un ampio palcoscenico con un elegante arcoscenico; gli ordini di palchi erano tre, sorretti da una loggia aperta sulla platea dove le panche fisse formavano due settori delimitati da balaustre e destinati a tenere separato il pubblico maschile da quello femminile. Al centro della sala di forme mistilinee si affacciava il palco col trono del cardinale protettore e dei suoi ospiti.

Il teatro nei decenni successivi fu interessato a varie trasformazioni: nel 1688 (progetto di Filippo Sengher), con la chiusura dello spazio colonnato, si ricavò un quarto ordine di palchi; dopo che nel 1718 gli Accademici Immobili avevano definitivamente riscattato la proprietà dell'immobile dall'Arte della Lana, fu ripresa un'intensa attività teatrale a pagamento e fra il 1753 e il 1755 si procedette a importanti lavori di ristrutturazione su disegno di Giulio Mannaioni (le strutture lignee della sala furono sostituite da strutture in muratura); nel 1789, sempre su progetto del Mannaioni e direzione lavori di Luca Ristorini, si aggiunse un quinto ordine di palchi; nel 1804, su progetto del Ristorini e sotto la direzione dell'architetto Giuseppe Salvetti, venne realizzata nel fabbricato posto sul lato est del teatro la sala da musica oggi denominata "il Saloncino"; nel 1855-1857 venne eseguito un nuovo piano di restauro e adattamento redatto dall'architetto Gaetano Baccani, che portò fra l'altro alla realizzazione dei nuovi ambienti dell'ingresso e del vestibolo al teatro, del caffè e del foyer.

Con questo intervento si può dire che il Teatro della Pergola raggiunse l'aspetto definitivo col quale sostanzialmente è giunto ai nostri giorni, eccezion fatta per il IV e V ordine di palchi che invece vennero demoliti nel 1912 per creare un loggione nuovo capace di portare la capienza del teatro a 1350 spettatori. Sempre in questa occasione vennero rinnovate le decorazioni del teatro: gli stucchi dorati, opera di Gino Papini, nella galleria di accesso al "Saloncino" e i bassorilievi e le nuove pitture dell'ingresso realizzati rispettivamente da Giovanni Giovannetti e Michele Garinei. Dopo essere stato dichiarato dal Ministero della Pubblica Istruzione "monumento di interesse nazionale" (1925), nell'ottobre del 1942 esso venne ceduto dall'Accademia degli Immobili al neo costituito Ente Teatrale Italiano per la cultura popolare, che ancora oggi ne è il proprietario.

Ebbe così inizio una nuova fase della vita del teatro che lo ha riportato a essere uno dei protagonisti delle iniziative teatrali fiorentine e nazionali. A questo ultimo periodo risalgono altri importanti lavori di ristrutturazione e adeguamento alle nuove esigenze e normative di legge sulla sicurezza.

Nel 1948, su progetto dell'architetto Nello Baroni e dell'ingegner Gastone R. Simonetti, il teatro è interessato a lavori di revisione generale, al rinnovo degli arredi e alla trasformazione del palco reale.

Nel 1967, su progetto dell'architetto Luigi Caliterna, il Teatro della Pergola, a seguito anche dei danni causati dall'alluvione del 1966, è stato sottoposto a un pesante intervento di tipo strutturale: opere generali di consolidamento comprendenti la sostituzione delle capriate lignee delle coperture della sala e del palcoscenico con capriate in acciaio, il consolidamento delle fondazioni e delle murature portanti; il rifacimento in cemento armato del loggione; il rifacimento totale della platea sia nella struttura portante che nel suo rivestimento e nelle poltrone; l'innalzamento dei piani di calpestio dei palchi e dei corridoi laterali; il rifacimento integrale dei solai e dei pavimenti dell'atrio di accesso, del foyer e del guardaroba; lo smantellamento e il rifacimento delle strutture portanti del palcoscenico.

Dopo la ripresa delle sue attività nel dicembre del 1967 la Pergola ha continuato la sua intensa e qualificata attività teatrale fino ai nostri giorni, quando si sono resi necessari nuovi lavori di adeguamento che nel 1988 sono stati inseriti nel piano triennale della Regione Toscana con finanziamenti FIO. Sotto la direzione dell'architetto Enrico Nespiga per la parte architettonica e dell'ingegner Giancarlo Troise per la parte impiantistica sono stati infine realizzati il rifacimento della gradinata e delle poltroncine del loggione, l'adeguamento dell'impianto termico e di quello elettrico.

Oggi, con il recupero all'attività teatrale sia del Saloncino che di altre sale poste sotto il piano della platea, il teatro ha ampliato le sue potenzialità. Grazie alle sue caratteristiche funzionali oltre che per quelle formali ed estetiche, il teatro della Pergola conferma anche oggi un ruolo di primo piano nel panorama degli spazi teatrali non solo fiorentini, ma anche toscani e italiani.

DESCRIZIONE

All'interno gli ordini di palchi sono sorretti da colonne, con al centro il grande palco granducale, numerose sono le dorature, gli stucchi e gli intagli che con i velluti rosati danno all'insieme una notevole eleganza. E presente anche una sala più piccola, il ridotto.

Il pavimento curiosamente godeva di un sistema di leve e macchinari per sollevarsi fino al livello del palcoscenico e creare un unico grande salone da ballo. Antichi sono anche i camerini e le sale di prova, e sul retro si conservano ancora i resti di una strada settecentesca con gli androni di alcuni piccoli negozietti che servivano gli attori e i musicisti di scena.

Nel seminterrato esiste un piccolo museo con numerosi cimeli. Dal giugno 2010 è gestito dal Ministero dei beni culturali Mibac, che sostituisce il soppresso Ente Teatrale Italiano, proprietario del prestigioso teatro dal 1942, in attesa di ulteriori sviluppi.

RAPPRESENTAZIONI

In questo teatro nacque il genere del cosiddetto melodramma, dal quale si sviluppò la vera e propria opera lirica. Nel Settecento era uno dei migliori teatri italiani ed il granduca Pietro Leopoldo lo frequentava assiduamente. Numerose furono le prime importanti, dalle musiche di Luigi Cherubini o di Christoph Willibald Gluck, oppure, nell'Ottocento, il Macbeth di Giuseppe Verdi, nel Novecento l'Orfeo ed Euridice di Joseph Haydn.

CURIOSITÀ

Nel 1834 Antonio Meucci, macchinista alla Pergola, installò nel teatro il primo "telefono" acustico della storia (a trasmissione fisica, non ancora elettrica), per comunicare tra i vari ambienti del teatro.

Recapiti:

Tel. 055/2264353 - Fax 055/245346 - e.mail: teatro[@]pergola.firenze[.]it; pubblico[@]pergola.firenze[.]it

Per approfondimenti e informazioni specifiche sulla programmazione 2010-2011 degli spettacoli e degli eventi al Teatro Della Pergola di Firenze visitate il link ufficiale del Teatro:

http://www.teatrodellapergola.com/  

 

Teatro di Rifredi di Firenze 

(Via Vittorio Emanuele, 303 – 50134 - Firenze)

Prima il progetto triennale “L’arte della commedia”, con testi di Ruzante, Aretino, Gigli e Pirandello, poi il progetto quinquennale “Teatro e Letteratura”, con trascrizioni teatrali dalle opere di Dante, Boccaccio, Ariosto, Manzoni, Leopardi, Pavese e Tomasi di Lampedusa, quindi il coraggioso progetto ”Teatro ed impegno civile” dove, insieme ad una forte e pluriennale iniziativa contro al pena di morte, viene prodotto anche uno spettacolo sul conflitto israeliano-palestinese “Jerusalem Juliet”.

Foltissima è la schiera dei giovani attori toscani impegnati nelle produzioni della compagnia, alcuni dei quali hanno poi anche maturato con successo autonomi percorsi in veste di autori e registi, come Patrizia De Libero, Marco Sodini, Riccardo Rombi, Francesco Brandi, Daniele Lamuraglia, Stefano Massini e Andrea Bruno Savelli.

Recapiti:

Teatro di Rifredi - Via Vittorio Emanuele, 303 – 50134 Firenze.

Tel. 055.422.03.61 - fax 055.422.14.53 - e.mail: staff[@]toscanateatro[.]it

 

Teatro Verdi di Firenze

(Via Ghibellina 99/R -50122 - Firenze - (all'incrocio con Via Verdi))

Il Teatro Verdi è un teatro storico di Firenze, situato nell'isolato tra via Ghibellina, via Verdi, via dei Lavatoi e via Isola delle Stinche a Firenze.

STORIA DEL TEATRO VERDI DI FIRENZE

Il Teatro Verdi, originariamente chiamato Teatro Pagliano, ha assunto questo nome nel 1901. Sorge sul luogo dove un tempo era edificato il carcere delle Stinche. Nello stesso sito esisteva anche un lavatoio dell'Arte della Lana la cui la memoria è rimasta nell'adiacente via dei Lavatoi. Il teatro è stato realizzato grazie all'opera del baritono Girolamo Pagliano, che acquistò l'edificio sorto all'inizio del secolo sopra le vecchie carceri e lo fece trasformare, su disegno di Telemaco Bonaiuti, in un teatro a pianta ovoidale con una grande sala che fra platea e i suoi sei ordini di palchi poteva ospitare circa quattromila spettatori. Fu inaugurato il 10 settembre 1854 con l'opera verdiana Rigoletto o, come si chiamava allora Il Viscardello: anche se l'opera fu un insuccesso, la nuova struttura teatrale fu molto apprezzata e fu caratterizzata da stagioni improntate su spettacoli lirici e drammatici presentati da compagnie di grande richiamo.

Gli anni seguenti, sempre sotto la guida di Pagliano, continuarono le rappresentazioni liriche sia di repertorio sia nuove; il teatro ospitò inoltre numerose feste e celebri iniziative a carattere patriottico e civile quali quella per sostenere la spedizione di Garibaldi (1859), un concerto per l'Unità d'Italia (1861) e una manifestazione per richiedere l'abolizione della pena di morte (1864): vi parteciparono grandi interpreti e spettatori importanti (primo fra tutti Vittorio Emanuele II).

Nel 1865 un incendio mise a dura prova la struttura del teatro, seguirono anni in cui la proprietà passò di mano in mano fino ad arrivare al periodo tra le due guerre mondiali in cui il teatro, con Castellani, ospitò l'operetta e i primi grandi attori del '900. In quell'epoca, come si è detto, il nome venne cambiato in quello attuale.

Dopo la pausa del primo conflitto mondiale il teatro riprese la sua attività per iniziativa della Società dei Lavoratori del Teatro e nel ventennio fra le due guerre la sua programmazione fu caratterizzata da commedie in vernacolo e da spettacoli di varietà che videro protagonista la compagnia Riccioli-Primavera.

Passato in proprietà a Raffaello Castellani, nel 1949-1950 fu completamente rinnovato. Su progetto degli architetti Nello Baroni e Maurizio Tempestini si procedette al consolidamento delle vecchie strutture ormai in avanzato stato di obsolescenza, si aumentò la capienza della sala dando una più razionale distribuzione ai posti e infine si dotò il teatro di annessi più grandi e meglio distribuiti. Altri lavori di rinnovamento vennero eseguiti per rimediare ai danni provocati dall'alluvione del 1966 (in quell'occasione fu dotato di un nuovo schermo cinematografico, allora il più grande esistente in Italia) e infine, dopo il 1985, per l'adeguamento della struttura alle vigenti norme di sicurezza. Negli anni Sessanta data l'apertura alla musica leggera e alle star internazionali.

Nel 1994, per i 150 anni dall'apertura, sono stati realizzati interventi per migliorare sia l'estetica che l'acustica, quest'ultima ottenuta grazie anche alla nuova pavimentazione in legno, alle nuove sedute ed alla nuova Camera Acustica per l'orchestra.

PROGRAMMAZIONE

Dall'ultimo dopoguerra il teatro, che ha spesso ospitato le manifestazioni del Maggio Musicale Fiorentino nei periodi di chiusura del Teatro Comunale, ha incrementato la sua attività come sala cinematografica e con una programmazione teatrale caratterizzata dallo spettacolo leggero (rivista e commedia leggera). Al Verdi infatti si sono esibiti i più importanti artisti di questo genere teatrale: da Totò a Wanda Osiris, da Macario a Walter Chiari. Nonostante questa vocazione principale, il teatro si è caratterizzato anche per programmazioni di grande prestigio e successo quali i balletti di Béjart e Roland Petit e le prime nazionali di spettacoli di Carmelo Bene, come un celebre allestimento dell' Adelchi.

Negli ultimi anni il teatro è diventato sede della Fondazione Orchestra Regionale Toscana e ha ripreso decisamente il suo ruolo importante nella vita culturale fiorentina con programmazioni che oltre ai tradizionali spettacoli si è allargata a stagioni di concerti di grande interesse curati dall'ORT e a esperienze di coinvolgimento delle scuole della città in iniziative di didattica e aggiornamento musicale.

SALA

Gli spettatori possono contare su 806 posti a sedere in platea (di cui 6 riservati a disabili), 130 posti in galleria e 577 posti nei 6 ordini di parchi disponibili. Il palcoscenico risulta profondo 14 metri e largo 18, con un declivio del 5%. La buca dell'orchestra misura 16 metri per 4. Il boccascena e largo 17 metri e alto 12. Il proscenio è profondo 2 metri, il palco si innalza dalla platea di 1,5 metri. La graticcia si trova ad un'altezza di 18 metri, è larga 18, è lunga 15 ed è dotata di una rocchettiera in legno; l'accesso è servito sia da scale che da ascensore. I sette camerini e i due cameroni degli artisti hanno l'accesso da via Isola delle Stinche dove si trova anche un'infermeria.

COME RAGGIUNGERE IL TEATRO

Si consiglia l'utilizzo dei mezzi pubblici.

TRENO - Stazione Santa Maria Novella o Stazione Campo di Marte.

AUTOBUS: LINEA ATAF 14

Dalla Stazione Ferroviaria SMN:

Direzione Stazione SMN: linea 14, 23 (fermata Via Verdi lato Poste)

TAXI - tel. 055-4242; 055-4390

Servizio chiamata gratuito dall’interno del teatro

Parcheggio: Piazza Santa Croce

Convenzione: è in via di definizione un accordo di collaborazione tra Firenze dei Teatri e le Cooperative dei Tassisti per incentivare l’utilizzo dell’auto pubblica e promuovere il servizio del taxi multiplo.

Per approfondimenti e informazioni specifiche sulla programmazione 2010-2011 degli spettacoli e degli eventi al Teatro Verdi di Firenze visitate il link ufficiale del Teatro:

http://www.teatroverdionline.it/site/home.asp

 

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